I Comuni nel Vino

Io ed Erminio, qualche vita fa, eravamo colleghi. Anzi per essere precisi lui era il mio direttore commerciale presso una delle tante aziende nel mondo I.T. dove ho avuto la possibilità di lavorare. Erano i tempi della new economy, dell’anno 2000, dell’esplosione delle società di telecomunicazione, i tempi dove i nuovi mercati e le nuove tecnologie crescevano esponenzialmente giorno dopo giorno, sviluppando una quantità tale di trattative e opportunità di vendita da tenerci così impegnati sul lavoro da non lasciar molto spazio allo sviluppo di nuove idee e passioni anche se quella che condividevamo per il buon vino trovava sempre un piccolo spazio, un modo per infilarsi nelle nostre quotidiane conversazioni lavorative.

Le società chiudono, le strade si dividono e con Erminio non c’è stata più l’occasione di incontrarci fino a un paio di anni fa in una delle tante degustazioni organizzate dalla Fondazione Italiana Sommelier al Rome Cavalieri, io totalmente coinvolto nel BIBENDA Executive Wine Master, lui al Secondo Livello del Corso per Sommelier.

E lì mentre degustavamo interessanti vini italiani mi confessò il suo desiderio di togliersi di mezzo quanto prima da quel tipo di lavoro e dedicarsi totalmente al mondo del vino, ma non solo come un “bevitore evoluto di gran vini”, ma come “produttore evoluto di gran vini” acquisendo ettari vitati nella sua regione d’origine, la Campania, per creare qualcosa di speciale, passionale, unica. In quel momento era solo un’idea ma solo il modo in cui me ne parlava riusciva a stampargli sul volto un sorriso e a fargli brillare gli occhi in un modo che non gli avevo mai visto.

Tanti mi avevano raccontato di desideri del genere ma non so perché su di lui fui subito convinto che avrebbe portato sicuramente a termine il suo sogno. Ecco perché non mi sono sorpreso nel ricevere una sua chiamata un paio di mesi fa. Voleva assolutamente vedermi e voleva assolutamente farmi assaggiare il suo vino. Cavolo, c’era riuscito davvero! Mi racconta di questo progetto chiamato “Comuni nel vino”, che vede coinvolte tre diverse e piccole cantine, situate in Irpinia, nell’areale del Taurasi. Tre cantine che distano fra loro pochi chilometri e sono localizzate nei comuni di Castelvetere sul Calore, Montemarano e Paternopoli. Vicine ma ognuna rispettosa della propria identità e che a fattor comune hanno posto la voglia di fare qualcosa di nuovo e di diverso. Di nuovo hanno la voglia di “fare sistema” in un Paese che non ha mai preso seriamente in considerazione questa parola, come di nuovo hanno il modo di approcciare la viticultura e di fare vino. Di diverso hanno la loro estrazione sociale. Sono persone che provengono da una realtà così distante da quella contadina ma che condividono con quest’ultima l’umile rispetto per la natura e per tutto quello che la circonda. Tre aziende che tra di loro condividono la conduzione agronomica ed enologica e il progetto di valorizzazione del vitigno Aglianico.

Così i vini ottenuti nella Doc Irpinia Campi Taurasini sono una piacevole fotografia del territorio e del vitigno, espressione piena e vera della straordinaria geodiversità della Campania try this. I “terroir” diversi sono capaci di donare nettari godibili, complessi ma molto diversi tra loro, pur partendo dalla stessa uva e la medesima tecnica di vinificazione. Erminio e sua moglie Stefania nella loro Azienda Agricola Stefania Barbot producono l’Irpinia Campi Taurasini Ion 2013, Aglianico 100%, vol. 14%, vinificazione in acciaio con sosta per 12 mesi e 8.000 bottiglie prodotte. Vino dal nome greco che significa viola, come il colore dei suoi riflessi in un calice rosso rubino. Si presenta al naso timido ma una volta presa confidenza, si esprime nei caratteristici sentori di frutti di bosco, amarena e ciliegia, con un gradevole e leggero soffio balsamico e speziato. Il sorso è morbido e fresco con tannini giovani ma già eleganti e ben integrati. Finale dalle note speziate.

Salvatore e Bruno Gaeta nella loro azienda agricola De’Gaeta danno origine al vino Irpinia Campi Taurasini De’Gaeta 2013, sempre Aglianico 100%, vol. 13,5%, e sempre lavorazione in acciaio con sosta di un anno prima di vedere il vetro. 5.000 le bottiglie prodotte. Dal colore rosso rubino, intenso con riflessi violacei. Si esprime con sentori di frutta a bacca rossa in confettura, violetta, coriandolo, spezie dolci e tabacco. Ingresso gustativo fresco, austero e con un tannino ben definito. Vino armonico, strutturato, dal finale lungo e persistente.

Raffaele e Roberto uniscono i loro nomi per dare origine all’azienda agricola RaRo e per produrre il loro Irpinia Campi Taurasini Raro 2013, come per gli altri due Aglianico 100%, vol. 14,5% e lavorazione in acciaio con maturazione per 12 mesi. 9.000 le bottiglie prodotte. Si presenta nel bicchiere con il tipico colore rosso rubino scuro dai riflessi violacei. Il naso è più incentrato in complessi e intensi sentori di prugna nera, ribes e visciole. Il sorso è fresco, morbido e persistente. Vino dove le note dure e morbide si presentano complessivamente in un perfetto equilibrio.

In comune hanno anche il winemaker, Vincenzo Mercurio, laureato nella storica facoltà di Agraria di Portici (Na) specializzato sulle qualità aromatiche e produttive dei vitigni tradizionali campani. Lui ama definirli così:“I loro vini sono una piacevole fotografia del territorio e del vitigno, ma raccontano storie di uomini molto diversi tra loro, accomunati dalla passione per la propria terra”. Una passione così forte che li ha coinvolti con il cuore, lo spirito e l’animo, facendoli così sentire a pieno diritto dei veri vignaioli.

Stefania Barbot
Via St. G. Iannaccone, 6
83100 Avellino (AV)
Tel. 335 7295133
www.stefaniabarbot.it
info@stefaniabarbot.it

De’ Gaeta Azienda Agricola Kumor Bozena
Via Toppolocozzetto, 1
83040 Castelverde Sul Calore (AV)
Tel. 335 5814696
info@degaeta.com

RaRo
Via S. Francesco, snc
83040 Montemarano (AV)
Tel. 335 5243496
info@raromontemarano.it

Recent Posts

Leave a Comment

fifteen − 7 =